Piante officinali: coltivazione, raccolta e prima trasformazione – le Novità

Le novità introdotte dalla nuova disciplina

Il D.l. del 21 maggio 2018 n. 75, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 giugno u.s., modifica la disciplina vigente in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali, dando un nuovo assetto al settore; le nuove disposizioni troveranno applicazione a decorrere dal 180° giorno dalla pubblicazione in Gazzetta.

In sintesi alcuni aspetti salienti

Il decreto fornisce una nuova definizione di piante officinali. Per “piante officinali” si intendono “le piante cosiddette medicinali, aromatiche e da profumo, nonchè le alghe, i funghi macroscopici e i licheni destinati ai medesimi usi”. Il decreto specifica che le piante officinali comprendono altresì “alcune specie vegetali che in considerazione delle loro proprietà e delle loro caratteristiche funzionali possono essere impiegate, anche in seguito a trasformazione, nelle categorie di prodotti per le quali ciò è consentito dalla normativa di settore, previa verifica del rispetto dei requisiti di conformità richiesti“. L’elenco delle specie verrà definito con un apposito decreto del Mipaaf.

La coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali sono considerate a tutti gli effetti attività agricole, ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile e sono consentite all’imprenditore agricolo senza necessità di autorizzazione, fermo restando quanto previsto per la coltivazione delle piante disciplinate dal testo unico degli stupefacenti e per quelle impiegate a scopo medicinale.

Il decreto prevede che l’attività di vendita al consumatore finale, quella successiva alla prima trasformazione, nonché le preparazioni estemporanee ad uso alimentare vendute sfuse e non preconfezionate, e costituite da piante tal quali, da sole e in miscela, estratti secchi o liquidi di piante“, siano invece escluse dall’ambito di applicazione del decreto, è confermato quindi che siano consentite solo ai farmacisti ed a coloro che sono in possesso del titolo di erborista ai sensi della norma vigente.

Potrebbe piacerti anche