Cambiano le regole della fatturazione elettronica dal 1 luglio

È ora ufficiale che l’Agenzia delle Entrate non metterà mano ai tracciati della fattura elettronica per introdurre nuovi campi “data” e gestire la dicotomia tra date (effettuazione e data fattura) come previsto inizialmente. A spiegarlo è l’Amministrazione Finanziaria con la circolare 17.06.2019, n. 14/E, la quale è intervenuta per “spiegare” come ci si dovrà comportare dal 01 luglio 2019 nell’emissione delle fatture elettroniche (e non solo).

Le fatture “immediate”

A partire dal 1° luglio, le fatture immediate dovranno essere emesse entro 12 giorni (termine così elevato dal decreto Crescita di recente approvazione, rispetto ai 10 giorni originariamente previsti) dall’effettuazione dell’operazione.

Si ricorda che la data di effettuazione (individuare la quale è fondamentale ai fini della compilazione del campo “data” della fattura) è la data in cui è avvenuta la consegna del bene, l’operazione è effettuata, ovvero è pagato in tutto o in parte il corrispettivo. Tale momento potrà essere diverso da quello di emissione del documento. Da qui le possibili complicazioni derivanti dalla necessità di gestire (e indicare) in fattura le due diverse date.

La circolare 14/E afferma che la data di emissione di una fattura elettronica (che coincide con il momento della sua trasmissione) è inequivocabilmente attestata dallo Sdi e, quindi, si deve assumere che la data da riportare nel campo «Data» del file della fattura elettronica sia sempre e comunque la data di effettuazione dell’operazione.

Riprendendo l’esempio riportato nella circolare, a fronte di una cessione effettuata il 28 settembre 2019, la fattura “immediata” potrà essere:

1. emessa (ossia generata e inviata allo Sdi) il medesimo giorno, così che la data dell’operazione (indicata in fattura) e quella di emissione coincidano (28 settembre 2019);

2. generata il giorno dell’operazione e trasmessa allo Sdi entro i 12 giorni successivi (in ipotesi l’8 ottobre 2019), indicando sempre come data quella dell’operazione (28 settembre 2019);

3. generata e inviata allo Sdi in uno qualsiasi dei giorni intercorrenti fra quello dell’operazione e il termine ultimo di emissione (8 ottobre 2019), indicando sempre come data quella dell’operazione (28 settembre 2019).

Potrebbe poi accadere che il contribuente emetta sia fatture che potremmo definire “contestuali” in quanto generate e numerate nel giorno dell’operazione (ipotesi 1 e 2) che “ritardate” (caso che rientra nell’ipotesi 3), ciò potendo comportare, come evidenziato anche nella circolare, che una fattura “ritardata” con numero progressivo successivo ad altra fattura “contestuale” rechi una data anteriore rispetto alla data di quest’ultima. In questi casi occorrono soluzioni “tecniche” per rispettare il principio generale di tenuta di un’ordinata contabilità e di corretta liquidazione dell’imposta. La soluzione più semplice è quella di adottare numerazione differenti per le diverse tipologie di fatture, ivi comprese quelle differite di cui al punto successivo (utilizzando i cosiddetti “sezionali”)

Fatture «differite»

Nessuna modifica è intervenuta sul momento di emissione delle fatture differite. Pertanto in questa ipotesi sarà possibile emettere fattura al più tardi, entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. È il caso, ad esempio, delle cessioni documentate mediante Ddt.

IMPORTANTE!!:

Sempre a fini di semplificazione sarà però indicata come data fattura quella di effettuazione dell’ultima operazione (ovvero in alternativa l’ultimo giorno del mese precedente, come si era abituati a fare fino al 2018), e non la data di emissione (che sarà attestata dallo SDI).

Esempio: a fronte di una consegna di un bene effettuata il 28 settembre 2019, e documentata con DDT, nella successiva fattura elettronica sarà indicata nel campo Data il 28 settembre (ovvero se si preferisce il 30 settembre), e dovrà essere inviata allo Sdi entro il 15 ottobre 2019.

Resta fermo l’obbligo d’indicazione della data e del numero dei singoli ddt. Va tuttavia ricordato che è ammessa l’omissione di questi dati a patto che i documenti attestanti le singole consegne (DDT/Quietanze di pagamento/buoni di consegna etc) vengano allegati alla fattura contenente l’indicazione «gli allegati DDT/…».

Fatture “extra Sdi”

La possibilità di documentare l’operazione entro 12 giorni dall’effettuazione vale anche per le fatture cartacee o elettroniche extra-Sdi (ad esempio le fatture sanitarie che è “vietato” emettere in formato elettronico). In questi casi, però, dal momento che lo SdI non “attesta” la trasmissione, bisogna indicare sia la data (di emissione) della fattura sia quella di effettuazione. In assenza di diverse indicazioni, quest’ultima potrà essere riportata anche nel corpo della fattura.

Moratoria delle Sanzioni

Si ricorda che la moratoria per i contribuenti trimestrali consistente nella disapplicazione o riduzione delle sanzioni per omessa o tardiva emissione delle fatture in formato elettronico, termina con riferimento alle operazioni effettuate entro il 30 giugno 2019 (per i contribuenti mensili si protrae fino al 30 settembre)

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