Riforma delle tariffe INAIL: risultato storico di Confcommercio

La Riforma delle tariffe INAIL approvata in questi ultimi mesi è un risultato storico, in particolare per Confcommercio, che arriva dopo anni di lavoro e di confronto intenso e proficuo con l’Istituto e che consente finalmente di uscire dalla logica fino ad ora adottata dei tagli lineari applicati indistintamente su tutte le quattro gestioni (industria, artigianato, terziario, altre attività), introducendo in via strutturale una tariffa del tutto nuova.

Per effetto di quanto previsto già con l’ultima Legge di Bilancio al miliardo e duecento milioni già stanziato vengono aggiunti ulteriori 410 milioni per quest’anno, 525 per il prossimo e 600 milioni per il 2021. Per un taglio complessivo finale delle tariffe di circa un miliardo e ottocento milioni. Una vera e propria riduzione concreta del costo del lavoro.

Una tariffa quindi maggiormente in linea con gli specifici andamenti infortunistici delle varie sottogestioni, nel pieno rispetto quindi della logica assicurativa, e con i progressi che hanno trasformato le condizioni di lavoro in questi anni. Basti pensare che l’ultima riforma risale ormai al 2000 e da quegli anni i cicli lavorativi si sono evoluti profondamente incidendo anche sulla sicurezza delle diverse lavorazioni. In particolar modo nel Terziario dove la forza lavoro è costantemente aumentata in questi anni, per effetto della terziarizzazione del nostro sistema economico, mentre la sicurezza delle lavorazioni ha fatto enormi passi in avanti diminuendo l’incidenza infortunistica nei nostri settori.

La nuova tariffa comporta vantaggi notevoli per le imprese, soprattutto per quelle del sistema Confcommercio iscritte nella gestione del terziario che, dopo anni in cui chiudeva in attivo per oltre un miliardo di euro, confermando un andamento finanziario estremamente positivo, ottiene oggi un taglio medio del 46% contro il 33% di risparmio generale – di molto superiore, quindi, rispetto ai tagli lineari sin qui apportati e a quello che ottengono tutte le altre gestioni – per un risparmio strutturale di oltre 500 milioni di euro all’anno.

Ciò dimostra – come Confcommercio in questi anni ha sempre sostenuto – come i premi richiesti fino ad ora alle imprese del terziario fossero strutturalmente sovradimensionati rispetto ai fabbisogni e non improntati al principio assicurativo nel rapporto entrate-prestazioni. In un sistema quindi che, di fatto, vedeva le nostre imprese fare solidarietà impropria verso le gestioni dell’industria e dell’artigianato che, per caratteristiche, presentano andamenti infortunistici sicuramente meno favorevoli.

Un ringraziamento va quindi all’Istituto per l’importante e complesso lavoro svolto in questo periodo ed in continua collaborazione con le Parti Sociali. Un lavoro che consente oggi, dopo tanti anni di attesa, di ridurre in maniera concreta e significativa il costo del lavoro, a vantaggio della competitività e della crescita dell’intero sistema imprenditoriale.

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