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REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIO INTERCOMUNALE: UN SOLO STRUMENTO O PIU' DI UNO?

 
REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIO INTERCOMUNALE: UN SOLO STRUMENTO O PIU
Confcommercio e Confesercenti hanno partecipato attivamente, in passato, alla redazione del Rue del Comune di Faenza. A oltre due anni dal processo che ha portato all'adozione di tale strumento siamo stati chiamati a esprimere le nostre osservazioni al Rue Intercomunale degli altri 5 comuni dell'Unione della Romagna Faentina.

Abbiamo fin da subito espresso l'auspicio che lo strumento urbanistico adottato per il Comune di Faenza fosse, nei medesimi contenuti, adottato anche dagli altri Enti che compongono l'Unione dei Comuni della Romagna faentina, in attesa di poter vedere nascere in futuro un unico Regolamento per tutti i 6 territori.

Forse però così non sarà!!
 
Il Rue rimane forse oramai l'unico strumento utilizzabile per evitare le gravi conseguenze della liberalizzazione nel settore del commercio, da qui l'auspicio che possa essere lungimirante e tutelare gli equilibri già precari nella distribuzione commerciale, nonché gestire lo sviluppo del territorio coerente con le fasi economiche che si attraversano.

Negli ultimi anni, in presenza di una forte crisi dei consumi che sembra quasi inarrestabile e di una evidente stagnazione dell'economia, abbiamo visto insediarsi medie strutture di vendita in competizione (insana) sia fra di loro che nei confronti del piccolo commercio tradizionale (vedi: trasferimenti e nuovi insediamenti a Riolo Terme), abbiamo visto scomparire il piccolo commercio nelle frazioni con l'arrivo di strutture medio grandi che poi sono andate loro stesse in crisi (vedi: Fognano), abbiamo visto la desertificazione dei centri storici dei Comuni più piccoli, non certo e solo a causa del proliferare dei grandi Centri Commerciali, ma di certo l'aver spostato i bacini di frequenza e i poli di attrattività ha aiutato l'indebolimento della rete tradizionale del commercio.

Tale condizione ci pone anche un tema di vitalità, presidio e sicurezza dei centri storici, nonché di perdita della funzione sociale e di aggregazione soprattutto per la popolazione anziana.

Centri storici vuoti sono centri storici poco sicuri, poco vissuti e destinati al degrado progressivo.

Preservare l'esercizio di vicinato deve essere per le Amministrazioni Comunali, a nostro avviso, una priorità per il bene della collettività sotto i molti punti di vista che abbiamo già citato: sicurezza, pulizia, decoro, vivibilità, socialità.

Entrambe le nostre Associazioni hanno creduto, così come le Amministrazioni Comunali del territorio, di investire nel nuovo ente di promozione turistica del Territorio, la società “IF”. Tale scelta deve andare di pari passo con una politica lungimirante circa il futuro dei centri storici che cerchiamo di valorizzare con continui investimenti (esempio: risorse investite nel Consorzio Faenza C'Entro, riqualificazione di Piazza Bernardi a Castel Bolognese ecc).

Riteniamo che anche il RUE debba essere coerente con gli obiettivi di cui sopra e in particolare ci preme che, seppur lo strumento si occupi di normare “l'esistente”, possa essere garantito un presidio ferreo rispetto all'insediamento di nuove strutture di medie e grandi superfici di vendita.

Vorremmo preservare infatti la debole rete di strutture di vicinato ancor oggi esistenti.

Tutti questi principi vengono messi in discussione nel Comune di Castel Bolognese.

Infatti il Rue che si vuol adottare introdurrebbe varianti ad hoc per consentire l'insediamento di strutture commerciali medie e grandi in porzioni di territorio dove vi è una funzione residenziale misto consolidato, differenziandosi dal Regolamento di Faenza sia in ordine alla norma sia in ordine alla filosofia.

Inoltre si vuole consentire l'ampliamento di supermercati oggi esistenti ben oltre il 20% della superficie consentita dagli strumenti urbanistici vigenti.
Già da anni le nostre Associazioni chiedono una moratoria degli insediamenti della media e grande distribuzione, ritenendo che ormai il territorio sia saturo dal punto di vista dell'offerta commerciale e che l'equilibrio fra la domanda e l'offerta sia da molti anni sbilanciato (la vicenda dell'Outlet “LE PERLE” docet) e nonostante questo è stato ad esempio autorizzato l'ampliamento dell'ESP a Ravenna che produrrà ulteriori gravi effetti nella rete tradizionale. 

In Provincia di Ravenna negli ultimi 7 anni hanno chiuso 4.619 imprese nel settore del commercio con un saldo negativo di 1.542 imprese.  E per rimanere nel caso specifico di Castel Bolognese negli ultimi 5 anni (2012/2016) hanno cessato la loro attività in Camera di Commercio 54 imprese nel commercio e 23 nel settore turistico/ricettivo.
Riteniamo giunto il momento di adeguare gli strumenti urbanistici al contesto in cui le imprese si trovano ad operare.

Confesercenti Faenza                                    Confcommercio Ascom Faenza
 
Faenza, 27 marzo 2017
 
Dichiarazione Dott. Francesco Carugati Direttore Confcommercio Ascom Faenza:

Rimaniamo ancora una volta basiti dalle volontà espresse da alcune Amministrazioni Comunali volte ancora una volta a consentire l'insediamento di ulteriori supermercati nei comuni dell'Unione della Romagna Faentina. Con gli insediamenti deliberati negli anni passati hanno decretato la chiusura di migliaia di aziende ed il declino di intere cittadine, ed ancor oggi perpetuano in questa folle logica. Si distruggono centinaia di posti di lavoro, si desertificano i centri città, si riducono intere cittadine a dormitorio e tutto questo vien chiamato “buon governo??!!”
Forse è ora che coloro che sono chiamati ad amministrare lo facciano con coscienza, impegno e senza alcun condizionamento od interesse di parte.
 
Dichiarazione Dott.ssa Chiara Venturi Direttore Confesercenti Faenza:
 
“Se passa il concetto che le norme urbanistiche possono essere modificate ad hoc per favorire questo o quell'investimento, snaturando i principi secondo i quali il RUE è stato redatto e le destinazioni d'uso previste per le singole aree, possiamo tranquillamente dire addio al governo equilibrato del territorio. Le Amministrazioni comunali hanno specifiche responsabilità nel presidiare lo sviluppo coscienzioso dei loro territori. Riterremmo sciagurato consentire varianti in contrasto con la filosofia dello strumento urbanistico. Non è coerente con la visione che il RUE detta, non è metologicamente corretto e creerebbe un precedente pericoloso. Gli effetti dei grandi insediamenti sono sotto gli occhi di tutti, basta passeggiare sotto i Portici a Castel Bolognese, come nelle vie principali di Riolo Terme o Solarolo che sia, e il territorio non ha assolutamente necessità di ulteriori medie e grandi superfici di vendita, tanto meno in virtù di varianti discutibili. Ci auspichiamo che chi amministra i territori utilizzi una logica lungimirante, imparziale e coscienziosa."

27-03-2017